Il modo in cui accogliamo le sofferenze, il modo in cui comprendiamo gli eventi e rispondiamo, è ciò che fa la differenza fra il paradiso e l’inferno. Ciò che rischia di diventare un lungo e contorto momento di angoscia e di depressione può venire sperimentato in modo diverso, come un semplice temporale che incontriamo sulla nostra strada. Un temporale non è certo un’espressione della nostra realtà. Nasce e finisce, rendendo l’aria più pulita per ricevere la luce del sole.

CHI SONO

Marta Barbieri, Psicologa e Psicoterapeuta

Ho intrapreso la professione di psicologo dopo aver completato gli studi universitari al termine dei quali ho potuto sperimentarmi in contesti diversi e mettere a fuoco le mie attitudini. Ho poi proseguito l'iter formativo frequentando la scuola di specializzazione quadriennale con la quale sono diventata psicoterapeuta e ho acquisito sia una maggior conoscenza di me, grazie anche al percorso di

sterapia personale volto durante gli anni di formazione, sia più strumenti e conoscenze per mettermi a disposizione dell'altro con professionalità. Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso l’Università degli studi di Milano Bicocca e sono regolarmente iscritta all’Albo regionale dell’ordine degli psicologi (n. 12821). Sono psicoterapeuta, specializzata presso il Centro Terapia Cognitiva di Como.

COME LAVORO

Sono disponibile ad accogliere chi, per ragioni diverse, sta vivendo una condizione di disagio o chi desidera approfondire la conoscenza di sé per accrescere il proprio benessere. Il primo colloquio è un momento fondamentale di conoscenza reciproca durante il quale avviene l’incontro tra “quel paziente” e “quel terapeuta”. La persona viene accolta e ascoltata per comprendere la sua domanda, il suo vissuto rispetto alle difficoltà che incontra e le aspettative riguardo ad un eventuale percorso psicologico. Al termine del colloquio verrà valutata la possibilità di proseguire gli incontri secondo la modalità più appropriata al tipo di bisogno emerso. L'eventuale successiva presa in carico può avvenire tramite:

La consultazione consiste in alcuni colloqui preliminari (2/4) finalizzati alla comprensione e alla definizione del problema. In alcuni casi le informazioni raccolte durante gli incontri possono essere completate ed integrate con l’utilizzo di test psicologici. I test

consentono di ottenere una “fotografia” della persona e delle sue specifiche caratteristiche di personalità in un dato momento. Forniscono al professionista più informazioni per orientarsi rispetto alla modalità di presa in carico e per la definizione degli obiettivi.

La diagnosi non è “un’etichetta”, ma una descrizione di una modalità di funzionamento, modificabile nel tempo. La consultazione si conclude con un incontro finale di restituzione dove si esplicita quanto emerso.

La psicoterapia è un viaggio di esplorazione nel proprio mondo interiore, è un percorso di auto-osservazione durante il quale la persona ha la possibilità di “incontrare se stessa” ,con curiosità ed interesse, e di prendersi cura di sé in un luogo protetto e sicuro dove la propria sofferenza può essere accettata e compresa. Il terapeuta offre al paziente l’opportunità di raccontare la propria storia all’interno di un ascolto partecipe, di sperimentare un’esperienza relazionale altra rispetto a quella consueta, di aprirsi a nuovi punti di vista e di far luce su quelle parti di sé che non sono pienamente consapevoli. La consapevolezza è un primo passo verso l'accettazione di sé e dei propri tratti, piacevoli e meno piacevoli:

passaggio necessario ed essenziale verso il cambiamento desiderato.

Che tipo di psicoterapia svolgo?
Il mio approccio, cognitivo-costruttivista relazionale, si basa sul presupposto che non esiste una realtà uguale per tutti, ma esistono diverse "visioni" del mondo che dipendono dal punto di vista di chi osserva. Ciascuno "costruisce" la propria conoscenza della realtà secondo le proprie regole interne e in base alle proprie esperienze di vita. Il terapeuta costruttivista non si pone pertanto come un esperto in grado di offrire soluzioni, interpretazioni o insegnamenti,

ma assume un atteggiamento di curiosità verso l'unicità della persona che si rivolge a lui per aiutarla ad attivare le proprie risorse interne.
“Il terapeuta in questo approccio non " fa per il paziente" ma " sta con il paziente", con il fine di " essere sempre di più se stesso" ( Vittorio Guidano). L'accento è posto sulla relazione tra terapeuta e paziente grazie alla quale la persona può guardare a sé insieme ad un osservatore esperto, empatico e ripulito dal giudizio per intraprendere un cammino di esplorazione e consapevolezza in direzione di un maggior benessere personale e un equilibrio dinamico più funzionale.

Sostegno rivolto al genitore che sta attraversando un momento di difficoltà e che sente la necessità di essere accolto in uno spazio di ascolto privo

di giudizio per esplorare e comprendere i propri vissuti più autentici rispetto al problema emerso, migliorare la gestione dei propri vissuti

emozionali in relazione al figlio e accrescere la consapevolezza della propria efficacia educativa.

Lavorare in ambito educativo o sanitario è faticoso perché richiede un continuo impiego delle proprie risorse umane per far fronte alle richieste degli utenti. Ciò significa dirottare all’esterno le proprie energie fisiche

ed emotive per metterle al servizio dell’altro. La fatica, se non riconosciuta o se trascurata, con il tempo può produrre logoramento, fino al burn-out. Il lavoro in questi casi è di offrire uno spazio di accoglienza,

di supporto alle difficoltà sperimentate e di riflessione sulle proprie specifiche modalità di entrare in relazione con l’altro per accrescere il proprio benessere e la propria efficacia lavorativa.

Tariffe : l’onorario è concordato nel corso del primo colloquio e si attiene al Tariffario dell’Ordine Nazionale degli Psicologi.

CHIEDERE AIUTO ALLO PSICOLOGO

“Non credo che la sofferenza da sola insegni. Se bastasse la sofferenza ad insegnare, tutto il mondo sarebbe saggio, visto che tutti soffrono. Alla sofferenza bisogna aggiungere l’elaborazione, la comprensione, l’amore, l’apertura e il desiderio di rimanere vulnerabili.
-Anne Morrow Lindbergh-

Si può ricorrere all’aiuto dello psicologo per svariati motivi che vanno da un malessere generalizzato, a difficoltà relazionali, al ritrovarsi in una fase di vita difficile, alla presenza di sintomi disturbanti e limitanti come ansia, depressione, attacchi di panico.. Qualsiasi condizione soggettivamente percepita come disagevole che si protrae nel tempo,

che interferisce significativamente con la propria qualità di vita e che non è superabile con le proprie risorse personali o con il sostegno di amici e famigliari. Decidere di dare ascolto al proprio malessere vuol dire non chiudersi e non fuggire dalla propria sofferenza, ma affrontarla in modo costruttivo per evitare che si consolidi e si

cristallizzi, a discapito della propria felicità. Una crisi, seppur faticosa e dolorosa, può essere una preziosa occasione per ristabilire un contatto con se stessi, scoprire nuove chiavi di lettura della propria esistenza e ,trovare nuove modalità più flessibili ed efficaci per vivere e fronteggiare gli eventi negativi.

DOVE RICEVO



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